Giovinezza, vecchiaia: il fascino imperituro

Iris Apfel, Jane Fonda, Diane Keaton e tante altre ci insegnano che vecchiaia non è necessariamente essere invisibili.

Ho sempre detto che non mi sarei mai tinta i capelli, non avrei mai combattuto i miei capelli bianchi. E così faccio. E non perché tanto ora c’è la moda del sale & pepe oppure della del grigio perla di Meryl Streep di Il Diavolo veste Prada. Anche perché tanto per essere davvero trendy devi avere un certo capello, mica il tuo, eh troppo facile sennò!

Comunque mi fa piacere che la candida capigliatura sia “in”. Chissà quanto dura. Però intanto sono di moda, e magari possiamo provare a far finta che si cominci finalmente a smantellare un pochetto il mito dell’eterna gioventù e a farla finita di demonizzare tout court i segni della vecchiaia? Che la facessimo finita una volta per tutte di associare alla gioventù soltanto valori positivi e alla vecchiaia un Horla maupassantiano? Ché per dirla tutta tanta gente giovane mi pare ormai imbranata inesperta e boccalona, e tanti invece che hanno dagli anta in su sono belli scafati con una discreta esperienza, sicurezza di sé, autoconsapevolezza, eccetera eccetera, vogliamo negare tutto questo?

Prendiamo per esempio una veramente a caso, Jane Fonda. Sì ho capito, è Jane Fonda, più un mito che una donna, ma fa lo stesso. Avete visto come è tornata alla ribalta? E’ davvero degno di nota il suo discorso su Freeda a proposito della terza età, guardatelo se avete due minuti

E’ un discorso che mi dà fiducia e soprattutto senso di serenità, perché se lei dice così, se quello che dice è vero, allora la vita è lunga e posso aspettarmi ancora molto! E soprattutto mi sembra con questa visione di avere un valore intrinseco tutto mio, a prescindere dalla mia età. Che non mi sembra mica male.

La cosiddetta terza età è sempre stata associata soltanto a valori negativi, a decadenza, solitudine, bruttezza, ma anche moralmente a corruzione, cattiveria, fragilità, ecc.

Jane Fonda dice, e lo dimostra con la sua vita, che dobbiamo smettere di focalizzarci sugli aspetti negativi della terza età, ma dobbiamo promuovere invece quelli positivi, perché ve ne sono. Perché il valore di una persona deve essere a prescindere. Punto.

La vita non deve più essere vista come una parabola la cui parte finale è necessariamente in discesa.

Dobbiamo reagire a questa visione negativa imposta dai mass media e dai social media, insomma da tutti i media. Se ci pensate bene mi dite che senso hanno le pubblicità delle creme anti età fatte con modelle che non hanno proprio niente da ringiovanire? Che poi anti età è solo la morte, scusate eh. E comunque alla fine, perché le rughe, i capelli bianchi e altri segni sono da considerare negativi? Perché? E’ solo il tempo che passa, è un fenomeno naturale. E poi, se non fosse vero che la bellezza è negli occhi di chi guarda, l’umanità si sarebbe estinta da un pezzo, perché diciamoci la verità i canoni estetici di bellezza oggi sono impossibili!

Le modelle che sono alla TV o su Instagram o sui giornali, gente "bella" così, io per strada mica ne ho mai vista. Ma esistono? Certo, sotto la voce “photoshop” oppure “filtri”

Se continuiamo ad aspirare all’irrealistico modello proposto dai media non ci può che attendere infelicità o frustrazione. Le immagini che ci vengono proposte non esistono, e non possiamo aspirare a qualcosa che non esiste.

Così come la bellezza proposta è inesistente, anche la vecchiaia viene rappresentata  con una pesante distorsione, cioè solo negativamente, senza nessun fondamento logico. La vecchiaia è dipinta come una malattia da evitare a tutti i costi! Urge negare l’età, negare i segni del tempo, negare l’evidente! negare! negare di essere vivi! più si sembra giovani e più, ci viene promesso, saremo felici.

Perché?

Perché sembriamo più giovani. Questo è un punto cruciale della tautologia senza senso: il nostro aspetto, e soprattutto chi ci deve guardare.

Ciò che mi scoccia tantissimo è che quindi con questa logica la donna vive ancora in funzione dello sguardo maschile, oggettificazione estrema. La funzione della donna è piacere all’uomo. Ancora!

Così come lo sguardo dell’uomo fa esistere la donna oggetto, nel momento in cui l’uomo non la guarda più, la donna diventa invisibile, novella costola di Adamo.

Una cara amica mi ha detto “una volta che invecchi diventi invisibile”, mi racconta: “dunque non ero abituata a non essere guardata e notata, cioè da quando mi ricordo ho sempre avuto lo sguardo delle persone, per come mi vestivo, per come ero, poi ad un certo punto quando invecchi ti rendi conto che questa cosa non avviene più. Non ti tengono aperta la porta, non sono sempre gentili, non ti sorridono o ti fanno una cortesia non richiesta, insomma cambia il tuo modo di rapportarti agli altri, intendo naturalmente agli uomini, diventi appunto trasparente e più ancora che per l'ammirazione per questo mondo di genilezza ed affabilità che avevi sempre dato per scontato, allora capisci quelle che si fanno il botulino, che impazziscono per restare giovani, perché non è per se stesse ma per quello che il mondo dice nel vederti e per come ti tratta, col cazzo che è per stare bene con se stessi, ci vuole molta forza ed energia e sicurezza interiore per superare questo essere ormai fuori dal mondo, essere appunto facenti parte dei vecchi, una donna a 60 anni è vecchia, punto

Ditelo ad Iris Apfel, a Jane Fonda, a Diane Keaton, a Meryl Streep, ma soprattutto ditelo a voi stesse. Ve lo dovete.

E le scarpe, compratele come vi pare e piace.