L'Idra della Moda

La fame di cambiamento della moda ha raggiunto livelli insostenibili.

L'obsolescenza conseguente è dannosa per noi e per il nostro pianeta.

Anni fa ero a lavoro in ufficio e mi ricordo che la mia capa mi guardò le scarpe e mi disse "ma che carine, che bel colore!" E non so perché mi sono sentita rispondere stupidamente "Vero?! e le ho pagate solo X euro!" Lei ovviamente mi rispose: "Ma mica ti ho chiesto quanto le hai pagate! Ho solo fatto un complimento!"

Aveva ragione effettivamente e in quel momento mi sono sentita una perfetta idiota. Ma poi ho notato - magra consolazione! - che non ero l'unica a rispondere così.

Allora mi sa che, nonostante tutto, nonostante la mia mente brillante (sic!), anch'io sono solo una delle tante vittime ignare delle strategie di marketing che funzionano perfettamente anche su di me! Sono un pollo insomma.

Va beh, comunque, pace, mettiamocela via e concentriamoci su questo marketing e cosa ci porta a fare.

Il costo medio dell'abbigliamento e delle scarpe è crollato negli ultimi decenni. Ho 43 anni (portati benissimo, grazie) e mia madre mi ha sempre detto che quando era bambina aveva solo un ristretto numero di abiti e scarpe, e soprattutto l'abito buono per le occasioni speciali. Che non costava certamente poco! Di sicuro all'epoca nessuno aveva problemi di spazio e Marie Kondo (l'autrice del libro Il magico potere del riordino) sarebbe morta di fame.

Oggi invece paghiamo pochissimo per i vestiti e per le scarpe rispetto a qualche decennio fa, e non Paghiamo pochissimo per vestiti e scarpeperché non possiamo permettercelo, ma perché non vediamo alcuna ragione per farlo.

Andiamo a caccia delle migliori offerte e molto spesso non compriamo sulla base del reale bisogno, o dei nostri gusti, ma sulla base dello sconto, dell'affare che ci viene offerto. Arriviamo ad offenderci se i prezzi sono interi! Qui da Valentina Calzature ci è capitato: clienti che rimangono offesi quando scoprono che non è previsto nessuno sconto.

Nel nostro negozio di scarpe abbiamo un piccolo scaffale con scarpe scontate (l'angolo del razzolo!). Abbiamo molti clienti che entrano a passo spedito e si fiondano direttamente lì cercando qualche succosa occasione. E' chiaro, lampante e lapalissiano che queste persone non sono assolutamente interessate alle scarpe di per sé, né hanno davvero bisogno di qualcosa di specifico. Vogliono solo comprare qualcosa di conveniente, uscire col sacchetto verde del negozio Valentina e felici della loro capacità di portare a casa qualcosa di scontato, solo 59 euro invece di 159 !!! Non importa se quelle scarpe saranno indossate una volta sola! Basta averle pagate poco rispetto al prezzo iniziale!

Che i vestiti e le scarpe siano così economici è un fatto storicamente senza precedenti. In tutte le epoche scarpe e vestiti sono sempre stati oggetti preziosi da tenere in grande considerazione, dato che erano difficili da trovare o procurarsi. Basti pensare a qualche film storico e ai lavori legati alla creazione di Ciclo dei vestitivestiti. Dai pastori, ai tintori, ai tessitori, ai venditori e poi ai commercianti. Pensate al tempo che era necessario per realizzare un indumento o una scarpa. E di conseguenza pensate quale prezzo potesse avere.

Oggi invece troviamo il prodotto finito di questa lunga catena, senza alcuna consapevolezza di tutto ciò che è coinvolto dietro. I prodotti sono tutti pronti, tutti lì, tutti disponibili e tutti così economici!

E' così che siamo risucchiati in un ciclo di consumi e sprechi che è quantomeno sconvolgente e sicuramente insoddisfacente.

Adesso il 98% dell'abbigliamento e delle calzature acquistati dai clienti occidentali viene prodotto all'estero, mentre negli anni '90 la produzione interna almeno del 50%. La produzione estera, grazie al basso costo della manodopera, consente di ridurre il prezzo al consumatore.

Ne è conseguita la morte della classe media: niente più lavoro da produrre, niente salari, non abbastanza denaro per comprare, meno spese, più negozi chiusi, meno richiesta di produzione, circolo vizioso autorinforzante che sta dando il colpo di grazia alla classe media.

In questa situazione siamo uno dei pochi negozi rimasti che offrono scarpe di medio livello. Valentina Calzature è una sopravvissuta di una lunga serie di negozi di classe media, che offrono prodotti di produzione locale, alta qualità e prezzo medio.

È solo la nostra grande esperienza nelle scarpe sin dagli anni '70 (nostro padre ha sempre lavorato nella moda) e la conduzione familiare che ci hanno permesso di rimanere aperti e offrire un ottimo rapporto qualità / prezzo delle scarpe, offrendo prodotti di manifattura locale, insieme naturalmente a scarpe di fascia alta o bassa.

Siamo come un piccolo David che affronta un Golia o, meglio, la potente Idra della moda, se mi si consente di mescolare le mitologie. Un piccolo negozio in mezzo a tante catene internazionali. Perché Idra? Perché la moda si basa su un'imbarazzante mancanza rispetto per l'ambiente o per i diritti umani. Fortunatamente però le cose stanno iniziando a cambiare. Ma di questo ne parleremo in altra sede.

Con la nostra politica di scegliere scarpe di buon rapporto qualità / prezzo, di produzione locale o almeno di una piccola produzione di fabbrica, cerchiamo di resistere all'obsolescenza della moda e alla sua costante fame di cambiamento. Alimentiamo così il lavoro locale, la classe media e soprattutto anche la sostenibilità ambientale. E' vero le nostre scarpe non costano 10 euro al paio. Ma speriamo che questo sia adesso considerato un merito e non un difetto.

Se invece seguissimo le ultime tendenze (leggi I costi della moda) e avessimo le scarpe economiche da pochi euro, dovremmo cambiare il nostro intero assortimento e le nostre vetrine almeno ogni 2 mesi, buttando fra i rifiuti centinaia di scarpe.

Impensabile, e molto poco etico, almeno per noi.

E, alla fine, per cosa, dopo tutto?